Al Caffè Letterario si è ricordata la figura dei Marchesi di Barolo. Hanno preso parte all’incontro Monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, Giorgio Chiosso, professore di Scienze della Formazione all’università di Torino, e Cristina Siccardi, autrice del libro Giulia Marchesa di Barolo.
Monsigonor Mosiglia ha avuto parole di elogio per i coniugi Giulia e Tancredi di Barolo: “Mi pare che la loro importanza, dal punto di vista della solidarietà cristiana, risieda nel fatto che essi hanno saputo porre rimedio non solo alla povertà materiale, ma soprattutto a quella spirituale, capace di favorire la dimensione interiore dell’uomo. Solo badando a questo secondo aspetto è possibile produrre quella prevenzione fondamentale per evitare situazioni future di difficoltà”.
Ecco in che senso allora diventa fondamentale l’educazione: “La capacità di formare persone nella loro individualità – ha proseguito Nosiglia – è il passaggio obbligato verso il miglioramento della società”.
Secondo l’arcivescovo di Torino i Marchesi di Barolo hanno badato agli aspetti migliori dell’educazione: “Pensarono all’autorevolezza degli educatori, alla formazione integrale della persona che avesse a suo fondamento la fede. Infatti solo con la speranza cristiana, ispirata dalla fede, si può pensare ottimisticamente ad un futuro su cui credere”.
D’accordo con Nosiglia è stato anche Chiosso: “I Marchesi hanno saputo essere il tramite con la modernità. Furono infatti sempre preoccupati non solo di applicarsi per la solidarietà, ma anche che questa fosse fondata su un’educazione d’avanguardia. Questi due personaggi rappresentano dunque quell’aspetto di un risorgimento di Chiesa attento agli sviluppi della moderna società”.
Infine Cristina Siccardi ha ricordato come si possa pensare alla marchesa: “Davvero come ad una donna di Dio. Giulia infatti è stata capace non solo di occuparsi dei poveri ma è stata in grado anche di andare in fondo ai problemi riuscendo a risolverli: i diseredati di Torino erano diventati davvero i suoi figli spirituali”.
Caffè Letterario, ore 10.30, sabato 14 maggio 2011
Marco Capelli
