Dopo 40 anni la Santa Messa in latino è tornata a risplendere a Rivarolo Canavese

Venerdì 11 gennaio, nella parrocchia di San Michele Arcangelo di Rivarolo Canavese (TO), dopo 40 anni, è tornata a risplendere la liturgia della Santa Messa tridentina, grazie all’Associazione “John Henry Newman”, già “Centro Culturale Amici del Timone”, la quale ha organizzato anche una conferenza serale con Don Nicola Bux, consultore dell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice, e il Dottor Daniele Nigro.Alle ore 17,30 la Santa Messa cum canticis nella forma del rito romano antico è stata celebrata da Don Nicola Bux alla presenza del Vescovo Monsignor Edoardo Cerrato. Così i fedeli che hanno gremito la chiesa (più di 300) hanno potuto assistere alla magnificenza di un rito che rende l’onore dovuto al Santo Sacrificio di Nostro Signore e hanno avuto la gioia di avere fra loro il proprio Vescovo profondamente coinvolto nello stesso sacro rito. Alcuni fedeli, dopo aver assistito per la prima volta nella loro vita a questo tipo di Santo Sacrificio, hanno dichiarato: «Ci sentiamo come se avessimo vissuto un ritiro spirituale». Durante la Santa Messa, che è stata presentata, prima dell’inizio, dal parroco Don Raffaele, si è mantenuto un silenzio stupefacente ed esemplare.Alle ore 21, presso la Sala Lux di Rivarolo, si è tenuta la conferenza dal titolo I Diritti di Dio. Il dottor Andrea Peracchio, Presidente dell’Associazione “John Henry Newman”, ha introdotto la serata spiegando la necessità per i cattolici di riscoprire un rito che, oltre ad essere bellissimo e spiritualmente forte, diventa anche catechesi, ovvero istruzione religiosa; inoltre ha citato le straordinarie parole che il beato Cardinale John Henry Newman pronunciò a riguardo del Santo Sacrificio:«Nulla è sì consolante, sì penetrante, sì emozionante, sì travolgente, come la Messa, nel modo in cui è celebrata da noi. Potrei attendere alla Messa continuamente, e non essere stanco. Non è semplicemente una formula di parole, è una grande azione, la più grande azione che ci possa essere sulla terra. È… l’evocazione dell’Eterno. Egli si rende presente sull’altare in carne e sangue, davanti al quale gli Angeli si prostrano e i demoni tremano».
In seguito Daniele Nigro e Don Nicola Bux hanno trattato i temi dei loro due rispettivi libri: I Diritti di Dio (Sugarco) e Come andare a Messa e non perdere la fede (Piemme).Nigro ha spiegato come ci sia stata una violazione dei diritti di Dio, come sia crollato il senso del sacro e non si siano più rispettate le leggi divine, aspetti molto visibili proprio nella desacralizzazione del rito liturgico, quando si manipola la Santa Messa seguendo il gusto personale, senza seguire la linea guida del rito romano. Si legge nella prefazione al suo libro, scritta dal Cardinale Raymond Leo Burke:«Sembra che la riforma liturgica abbia inferto un duro colpo all’osservanza delle norme fondamentali della liturgia romana, se non al principio stesso di diritto liturgico. Cosa è successo? Commissioni di esperti hanno fatto passare nella liturgia le loro opinioni e nella pratica le hanno sapute trasformare in legge liturgica. Papa Benedetto XVI ha precisato ad esempio che “il nuovo Messale veniva inteso come un’autorizzazione o perfino come un obbligo alla creatività, la quale portò spesso a deformazioni della Liturgia al limite del sopportabile”». Nigro ha spiegato che la riforma liturgica dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II, per via di «regole» spesso corredate di «deroghe» («vel,vel,vel…!», ossia «oppure, oppure, oppure…»), ha condotto a soggettivismi e profanazioni, dando luogo moltissime volte ad un’inosservanza del diritto liturgico veramente palese trascurando lo ius divinum.Don Nicola Bux, con esposizione dotta e convincente, ben recepita dal pubblico, ha spiegato che la creatività di molti sacerdoti profana il Sacro Rito e senza l’esempio del celebrante non avviene l’educazione nei fedeli di rendere, nel modo corretto, il giusto culto a Dio. Ha portato ad esempio i sacerdoti che non portano il dovuto rispetto per l’Eucaristia; gli altari che diventano «bassari», ovvero comuni e banali tavoli; presbiteri trasformati in un «bailamme», dove i laici fanno il girotondo intorno all’altare, sul quale si mettono oggetti fuori luogo…Leggiamo nel libro di Don Bux: «Esiste un diritto di Dio a essere adorato: l’ha rivelato a Mosè ordinando nei dettagli la forma della dimora in mezzo al suo popolo e del culto da celebrare; Gesù ha descritto alla samaritana come adorare il Padre, e agli apostoli come preparare l’ultima cena. Il Signore non tollera che la sua competenza sia usurpata: il culto gli appartiene. Dal substrato giudaico all’impostazione apostolica questo è lo ius divinum nella sacra liturgia: ma non è riconosciuto, come prova il fatto che preti e gruppi la disfino a piacimento. Il metodo per ritus et preces, i riti e le preghiere attraverso cui la costituzione liturgica prescrive che avvenga la comprensione della liturgia è sostituito da una colluvie di parole: il prete pensa che se non spiega, i riti non funzionino quanto a efficacia. Ma, si può chiedere alla liturgia di diventare catechesi? Così, siamo immersi nella banalità; ai bambini si impedisce di partecipare a liturgie solenni con il pretesto di peculiari esigenze psicologiche, pensando che non capiscano e invece li si priva dell’incontro col mistero divino attraverso lo stupore, il silenzio, l’ascolto, la musica sacra, la preghiera e il ringraziamento come è avvenuto per noi da piccoli, e siamo cresciuti nella fede attraverso la partecipazione alla liturgia cattolica della Chiesa, col suo respiro universale». La liturgia ha subito e subisce aggressioni terribili: «I suoi riti e simboli sono desacralizzati o sostituiti da gesti profani. In ritardo sulle ideologie in frantumi, si ricorre a simboli fatti da mano d’uomo, idoli, come la bandiera arcobaleno usata come stola o tovaglia d’altare».Quale la soluzione a tutto questo? Seguire gli indirizzi liturgici di Benedetto XVI, il quale, per primo, dà l’esempio di come ci si atteggia durante la Santa Messa e incoraggiando, con fede e determinazione, la diffusione della Messa in latino, che viene spesso ostacolata se non perseguitata.
Cristina Siccardi
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