Don Bosco mistico

A 125 anni dalla sua morte (31 gennaio 1888) e quasi duecento dalla sua nascita (16 agosto 1815) è uscito un ritratto inedito di san Giovanni Bosco, Don Bosco mistico. Una vita tra cielo e terra (pp. 408 – euro 24,50). Si tratta della 50ª opera di Cristina Siccardi, pubblicata dalla Fontana di Siloe, marchio della Casa Editrice Lindau.

Padre dei Salesiani, padre dei ragazzi di un tempo, padre dei ragazzi di oggi, don Bosco non ha età, perché non è figlio di ideologie, ma figlio del Vangelo e della Tradizione, per questo non passa di moda e continua a essere un riferimento per tutta la cattolicità.

Don Bosco è uno dei santi più celebri e più fraintesi della storia della Chiesa. A molti sembra di conoscerlo, ma pochi lo conoscono realmente. Anche se di certo non mancano i libri che parlano di lui, raramente la sua figura e, soprattutto, la sua spiritualità sono presentate in modo corretto e completo. Alla luce di documenti inediti emersi dal passato e attingendo a fonti primigenie, Cristina Siccardi mette in luce l’anima autentica di questo sacerdote orgoglioso della sua divisa di ministro dell’altare, intrisa di spiritualità e misticismo. Il sogno, la visione e il realismo nell’esistenza di Don Bosco si sorreggono a vicenda, nutrendosi reciprocamente.

Quello che emerge da queste pagine non è dunque il «santo sociale» ideologicamente impostato, non è il «manager» così in voga negli anni ’70 e ’80, non è il precursore della moderna psicologia, né tanto meno del Concilio Vaticano II, ma un uomo fatto di cielo e di carità, che si adopera per instaurare il Regno di Dio sulla terra. Scrive l’autrice nella premessa: «Questa non è una biografia in senso classico, non c’è il susseguirsi degli avvenimenti personali e pubblici, ma ripercorre le cause e gli effetti di un’esistenza interamente contrassegnata dalla Fede e dalla presenza del divino nell’ordinarietà di un giovane, di un uomo e di un santo che ha sperimentato ciò che può realizzare la Grazia e che fu in grado di infondere nei suoi figli il segreto dell’esistenza: “Tutto passa: ciò che non è eterno è niente!”» (pp.26-27).

San Giovanni Bosco era dotato di speciali doni soprannaturali: scrutava i cuori, annunciava profezie per il suo tempo e quello a venire, intercedeva per la realizzazione di grazie e miracoli, risuscitava i morti e fu visto in luoghi in cui fisicamente non era presente (bilocazioni). Tali doni, scrisse il suo primo biografo Giovanni Battista Lemoyne «di cui Dio aveva arricchito il suo Servo, resero universale l’opinione che, per provvidentissima disposizione divina, allo scopo di promuovere la restaurazione cristiana dell’umana società, deviata dal sentiero della verità, Dio avesse appunto inviato Giovanni Bosco, l’uomo cioè che, di umili natali, ignoto e povero, senza alcuna ambizione e cupidigia, ma sospinto dalla sola carità verso Dio e verso il prossimo, zelantissimo della gloria di Dio, benemerentissimo della civiltà e della religione, riempì il mondo del suo nome» (p. 27).

Fu figlio spirituale di un santo sacerdote formatore di santi sacerdoti, ovvero san Giuseppe Cafasso; fu padre e maestro dei giovani, anche quelli più difficili, dei quali fece «onesti cittadini e buoni cristiani» grazie al suo metodo preventivo (ragione, religione, amorevolezza); fu direttore spirituale di santi ragazzi, come san Domenico Savio; fu difensore e maestro della Chiesa, lottando tenacemente contro le violente idee liberali e massoniche che perseguitavano la Chiesa stessa e cercavano di penetrarvi al suo interno (come in queste pagine si dimostra con l’introduzione, per esempio, del nuovo metodo protestantizzante del pedagogista e Abate Ferrante Aporti); fu consigliere del beato Pio IX, prodigioso reclutatore di vocazioni sacerdotali, formatore di migliaia e migliaia di sacerdoti (salesiani e diocesani), ma anche di missionari, Vescovi, Cardinali (si pensi al Cardinale Giovanni Cagliero). Grande sostenitore delle Buona Stampa, non solo ottenne sorprendenti risultati di evangelizzazione con le celebri Letture Cattoliche, ma convertì moltissimi valdesi. Uomo di reazione e di restaurazione: la sua fede, il suo esempio, la sua tenacia, la sua carità, il suo ardore religioso, il suo coraggio (subì diversi attentati alla sua vita per mano sia dei massoni che dei valdesi) sono qui straordinariamente dipinti nella loro veridicità storica.

Fonte: Radici Cristiane, aprile 2013

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