San Giovanni Bosco, il celebre fondatore dei Salesiani e delle Suore di Maria Ausiliatrice, canonizzato da Papa Pio XI nel 1934, è una delle figure più interessanti e «seducenti» della storia della Chiesa, e sulla sua persona e la sua opera sono stati versati fiumi di inchiostro. Tuttavia, secondo Cristina Siccardi, storiografa e pubblicista, collaboratrice di importanti giornali e di prestigiose riviste, autrice del recente ampio volume Don Bosco mistico. Una vita tra cielo e terra (La Fontana di Siloe, pp. 402, euro 24,50), «a molti sembra di conoscerlo, pochi lo conoscono realmente». Scrive a questo proposito la Siccardi: «Da circa mezzo secolo lo si è dipinto come un assistente sociale, un imprenditore spregiudicato, un manager acuto, un anticipatore della moderna psicologia. Molti luoghi comuni sono stati inventati per stare al passo con i tempi e con questa operazione si è dimenticato chi sia stato realmente don Giovanni Bosco: un sacerdote inviato da Dio per donargli più anime possibile, per difendere il Sommo Pontefice e i diritti di Santa Romana Chiesa». Come è noto, nella sua missione il santo piemontese incontrò numerose avversità, a cominciare dalle defezioni avvenute tra i suoi stessi seguaci, i pericoli di morte, gli attentati. Ma niente poté mai fargli perdere la padronanza di sé, poiché vi era un soffio soprannaturale interiore che animava costantemente la sua azione. I punti cardinali della sua vita furono sempre la Santa Messa, la preghiera, la povertà e l’umiltà. La Siccardi avverte che quella da lei redatta «non è una biografia nel senso classico del termine, non c’è il susseguirsi, nella formula spazio-temporale, degli avvenimenti personali e pubblici, già ampiamente proposti da molti autori, ma si tratta di un percorrere la cause e gli effetti di un’esistenza interamente contrassegnata dalla Fede e dalla presenza del divino, nell’ordinarietà di un giovane, di un uomo e di un santo sacerdote che ha sperimentato ciò che può realizzare la Grazia e che fu in grado di infondere nei suoi figli il segreto dell’esistenza: “Tutto passa: ciò che non è eterno è niente!”». Al di là di ogni altra lettura che della sua esperienza è stata data, don Bosco fu prima di tutto e soprattutto un mistico, che Dio volle costantemente arricchire di profezie, sogni, visioni, miracoli, bilocazioni, capacità di leggere i cuori. Intelligente, acuto, sempre sereno, conquistava le persone grazie alla sua simpatia (aveva imparato i giochi di prestigio e le acrobazie dei saltimbanchi, e con essi attirava a sé i ragazzi e i contadini della sua terra, che però prima di tutto faceva pregare), ma soprattutto in virtù di una santità forte e schietta. Fondò oratori, scuole, chiese, non accettò mai compromessi e, come altri grandi santi mistici, lottò direttamente con il Diavolo. Per offrire questo ritratto per certi versi inedito la Siccardi attinge alle fonti originarie, le più attendibili. Ne emerge così una figura straordinaria, che prima di tutto e soprattutto si spese per difendere senza paura, con grande fede e ostinata risolutezza la religione cattolica e la Chiesa.
Maurizio Schoepflin
Fonte: Toscana Oggi, 28 aprile 2013
