A Torino la traslazione del Marchese di Barolo

Il Marchese di Barolo
Il Marchese di Barolo

Celebrazioni e conferenze per il 175° anniversario della morte di Carlo Tancredi Falletti e il 150° della moglie Giulia Colbert

Redazione
Torino

Nel 175° anniversario della morte di Carlo Tancredi Falletti di Barolo “sono state programmate varie iniziative per ricordare la figura dell’illustre cittadino piemontese”, affermano le Suore di Sant’Anna sul loro fondatore, “in quanto uomo di alte virtù, sposo esemplare, appassionato educatore dei giovani, servitore del bene pubblico, uomo generoso, amante dell’arte e dei viaggi e soprattutto ‘padre dei poveri’, come lo definì Cavour”.

Nelle cause di beatificazione viene sempre compiuta – quando possibile – la ricognizione della salma, per constatarne lo stato di conservazione. Nel caso del servo di Dio Carlo Tancredi Falletti di Barolo, per il quale già da anni è stata avviata la causa, oltre alla riesumazione e ricognizione canonica dei resti mortali, si è deciso di procedere alla traslazione dal Cimitero monumentale di Torino alla chiesa parrocchiale di Santa Giulia (dove già riposano i resti della sua sposa, Giulia Colbert) per collocarli in un luogo più degno e per dare ai fedeli la possibilità e facilità di chiederne l’intercessione per ottenere favori e grazie.

Il marchese di Barolo, nato a Torino nel 1782, viene educato, secondo gli insegnamenti materni, “a una grande fede religiosa e bontà d’animo”; grazie all’esempio paterno, diviene anch’egli amante della cultura e dotato “di una profonda coerenza nel vivere gli impegni sociali, morali e cristiani”. Conosce a Parigi Giulia Colbert di Maulévrier (1786 – 1864), che sposa il 18 agosto 1806 e con cui, nel 1814, si trasferisce a Torino, nel Palazzo Barolo.

Nella capitale del Regno sabaudo ricopre importanti cariche amministrative e politiche: decurione, sindaco, consigliere di Stato. In ogni suo incarico opera scelte concrete “per migliorare le condizioni di vita dei suoi concittadini”: in particolare si dedica con passione all’istruzione e all’educazione delle nuove generazioni, promuovendo l’istruzione popolare, fondando a proprie spese scuole elementari e professionali, ma anche scrivendo opere di carattere pedagogico e religioso, finalizzate a “infondere nei giovani l’amore per la verità, la bellezza e il lavoro”.

Con la moglie, apre nel suo palazzo il primo asilo infantile per bambini poveri e nel 1834 fonda la Congregazione delle Suore di Sant’Anna, oggi sparse in tutti i continenti per continuare la loro missione socio-educativa.

Il 4 settembre 1838 a Chiari (Brescia), mentre è in viaggio, Tancredi muore improvvisamente tra le braccia della moglie. Giulia, fedele alle intenzioni del marito, continua l’intensa opera di carità fino alla morte, “nel sincero desiderio di diffondere quella promessa di speranza e felicità, che ancora oggi si legge nel motto della Casa Falletti, ‘In spe’”.

“Il Marchese di Barolo ha speso la sua vita a servizio del prossimo, in modo particolare dei più giovani – commenta suor Felicia Frascogna, vicepostulatrice della causa di beatificazione di Carlo Tancredi Falletti di Barolo – E’ con profonda fede e sicura speranza che portiamo avanti la sua causa di beatificazione, sapendo di presentare al mondo un laico lealmente impegnato a servizio del bene pubblico”. “Queste celebrazioni nel 175° anno dalla sua morte – prosegue – oltre a rappresentare un significativo momento di confronto sulla vita di Tancredi, vogliono essere un’occasione per far conoscere le grandi virtù di quest’uomo che tanto si è prodigato per il bene della nostra Città”.

“Noi Suore di Sant’Anna”, dicono a gran voce, “siamo felici che presto si realizzerà l’evento della traslazione dei resti mortali del nostro amato fondatore, che già da molto tempo desideravamo e per il quale tanto ci siamo prodigate. Sapere che le sue spoglie mortali riposeranno accanto a quelle della sua sposa ci riempie di profonda gioia perché così potremo vedere di nuovo uniti anche in terra questi due coniugi che nella loro vita hanno vissuto una profonda armonia ed unità d’intenti”. Così, “in modo più visibile – concludono – essi potranno essere indicati come modello di laici e sposi cristiani, di persone totalmente dedite alla gloria di Dio e al bene dei fratelli”.

Ecco i gli appuntamenti.

Fino al 15 novembre è aperta al pubblico la mostra “Tancredi e Giulia di Barolo: riforme, cultura e beneficenze nel Piemonte del primo Ottocento” (presso la sala mostre della Biblioteca della Regione Piemonte, via Confienza 14: lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16, mercoledì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18).

 25 ottobre alle 17: incontro culturale sulla traslazione dei resti mortali di Carlo Tancredi Falletti di Barolo (“Sala Rossa” del Comune, piazza Palazzo di Città 1); intervengono don Giuseppe Tuninetti, Giuseppa Teresa Scalva, Giovanni Maria Ferraris.

 26 ottobre alle 18: Solenne Celebrazione eucaristica per la traslazione delle spoglie mortali del Marchese di Barolo presso la parrocchia di S. Giulia Vergine e Martire (piazza S. Giulia); presiede can. Valerio Andriano.

10 dicembre alle 17,30: anniversario della fondazione delle Suore di Sant’Anna: presentazione del libro di Cristina Siccardi sui coniugi Barolo (Palazzo Barolo, via delle Orfane 7); intervengono, oltre all’autrice: monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e presidente dell’Opera Barolo; Ferraris; Gian Mario Ricciardi.

Torna in alto