Grande successo a Firenze per la presentazione dell’ultimo libro di Cristina Siccardi, una ricca e approfondita biografia del Santo Pontefice Pio X, il Papa che ancor oggi può dirci parole giuste e sante per conservare e salvare la vera Fede.
di Guido Scatizzi
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Durante il pomeriggio di venerdì 31 ottobre, a Firenze, nella magnifica cornice del “Salone delle Feste” del palazzo della Regione Toscana, si è tenuta la presentazione del libro, fresco di stampa, San Pio X. Il papa che ha ordinato e riformato la Chiesa di Cristina Siccardi (Ed. San Paolo).
Il convegno, alla presenza di un pubblico folto e attento, ha preso inizio col saluto dell’on. Giovanni Donzelli, la cui disponibilità ha reso possibile l’evento, il quale ha sottolineato l’importanza “formativa” dell’evento e si è detto ben disposto ad ascoltare con attenzione il susseguirsi degli interventi, “dai quali ci sarà sicuramente da imparare, e molto”.
Pucci Cipriani, organizzatore e moderatore dell’evento, ha fatto notare come l’opera giunga in un momento difficile e spinoso per la Chiesa, dove l’esempio di papi come San Pio X dovrebbe essere riscoperto e seguito. “Si ha l’impressione, talvolta, di essere parte di una Chiesa infiltrata dall’apostasia…e che questa apostasia venga troppo spesso assecondata. Non possiamo non pensare al recente Sinodo straordinario sulla famiglia, dove si è addirittura discusso di cambiare il depositum fidei, che dovrebbe soltanto essere trasmesso con la maggior cura possibile, non cambiato a seconda di venti, papi, dottrine e chi più ne ha più ne metta!”.
Il sottoscritto, dopo aver letto il caloroso e vivido saluto del direttore di Riscossa Cristiana, Paolo Deotto, ha introdotto, con brevi flash, il poderoso argomento dello studio di Siccardi: innanzitutto sottolineando la metodologica chiarezza dell’opera e la certosina documentazione della stessa. Successivamente, citando un apostrofe del giovincello futuro pontefice in cui diceva alla madre “Ma se non ci fosse dura la vita, che merito ne avremmo?”, ha invitato i presenti a seguire l’esempio di questo gigante della Fede.
L’avvocato Ruschi, presidente della Comunione Tradizionale, ha ringraziato di cuore l’ospite Donzelli, notando come sia l’unico, almeno in Toscana, che permette magnanimamente lo svolgersi di importati attività, quale quella in questione, all’interno delle istituzioni: un servizio reso alla comunità fiorentina, toscana, e a tutti i cittadini in genere.
Interventi centrali quelli dei due relatori, Cristina Siccardi, autore del volume, e don Pierpaolo Petrucci, superiore per l’Italia della Fraternità Sacerdotale San Pio X.
La scrittrice torinese ha offerto una diffusa panoramica sulla vita e le opere del Santo pontefice, con ampi e appropriati richiami alla storia successiva financo all’attualità.
Innanzitutto ha spiegato i precisi ambiti in cui l’azione di San Pio X possiamo dire essere stata “ordinatrice”: per citare i più significativi la liturgia, la musica sacra, la pastorale (con la pubblicazione del c.d. Catechismo Maggiore, opera ripensata e strutturata dal Santo quando ancora era vescovo di Mantova, pubblicato nel 1905) e il diritto (sarà lui ha ordinare la materia giuridica della Chiesa fino a quel momento, che confluirà nel Codice di diritto canonico pubblicato dal suo successore nel 1917). Successivamente ha ben distinto il significato di “riformare” da “rivoluzionare”: la riforma, quale quella che , per esempio, papa Sarto apportò alla Curia Romana, è un “cambiamento del contenitore, non del contenuto; un fare ordine seguendo un metodo”. Ben diverso è rivoluzionare, ovvero cambiare secondo schemi propri, della propria visione, corrente o dottrina.
In un secondo momento, Siccardi si è soffermata sulla battaglia che San Pio X sentì come più dura e pressante, in ambito dottrinale, nel suo tempo: la lotta al modernismo, “sintesi di tutte le eresie”. “Egli sapeva bene che i piani massonici, di grande influenza nell’Europa del XIX e XX secolo, avevano come obiettivo programmatico quello di aggredire la Chiesa non più e non tanto frontalmente, ma dal di dentro, attraverso la mano e l’opera di sacerdoti e vescovi ispirati a dottrine diverse da quella consegnata dalla bimillenaria Tradizione della Chiesa”.
Don Petrucci, che ha concluso i lavori, ha ricostruito ancor più nel profondo il contenuto dell’operare di San Pio X. In una prolusione che a tratti aveva il sincero sapore di un’arringa alle coscienze, il sacerdote ha segnalato come l’opera del Santo sia stata “a tutto tondo”: si adoperò affinché la Chiesa potesse avere una reale indipendenza dai poteri politici, con la cancellazione di obsoleti privilegi a taluni sovrani e con il rifiuto della sottomissione della Chiesa di Francia alla Terza Repubblica anticlericale; si batté per far sì che il contenuto del depositum fidei e della sana dottrina rimanesse invariato, con l’approvazione del Sodalitium Pianum, organismo incaricato di individuare e segnalare teologi e docenti che fossero effettivamente modernisti. E così ha concluso Don Petrucci: “Instaurare omnia in Christo fu il motto di San Pio X e possiamo dire che la frase paolina, così fatta propria dal pontefice Santo, sia ancora un monito per noi, per tutti: nutro la speranza che anche questa sera non siate venuti qui solo per ascoltare qualche informazione in più su una biografia, sebbene la biografia di una Santo, ma che usciti di qui possiate vivere nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e in tutti gli ambiti della vostra vita il significato vero del riportare-tutto-a-Cristo”.
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Il tavolo dei relatori. Da sinistra: Pucci Cipriani, Guido Scatizzi, Don Pierpaolo Petrucci, Cristina Siccardi, Ascanio Ruschi, Giuseppe Donzelli
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lo splendore del Salone delle Feste del palazzo della Regione Toscana
Fonte: Riscossa Cristiana


