Tutto ciò che è religioso disturba la laicità generalizzata e tutto deve essere colpito se è mezzo di comunicazione di fede e devozione. Anche i francobolli a soggetto religioso, perciò, non dovrebbero più, per taluni, avere diritto di esistenza. Per tale ragione i tre Presidenti delle maggiori associazioni filateliche, Andrea Mulinacci (Presidente Associazione Filatelisti Italiani Professionisti); Piero Macrelli (Presidente Federazione Società Filateliche Italiane) e Fabio Bonacina (Presidente Unione Stampa Filatelica Italiana) hanno scritto al Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Poste Italiane per sollevare critiche inerenti alle emissioni filateliche delle Poste Italiane stesse, esprimendo il loro «forte disagio» per le «troppe emissioni» a carattere religioso.
Nel 2014 su 93 francobolli, 10 erano religiosi e nel 2015 su 109 francobolli previsti, soltanto 6 sono stati religiosi…. Tuttavia ciò disturba ancora.
La filatelia religiosa è una realtà molto bella ed importante perché, oltre a ricordare all’Italia, anniversari, personalità, eventi di rilievo della cattolicità, è un modo di esprimere la propria identità nazionale.
Ha scritto Danilo Bogoni, Presidente dell’Associazione italiana Filatelia religiosa «San Gabriele», sull’editoriale della rivista di filatelia Cristiana Gabriel «Informatore Filatelico»:
«Dopo il Crocifisso e il Natale – tutto, naturalmente, in nome della laicità – ora c’è chi vorrebbe toglierci anche i francobolli a soggetto religioso». I tre firmatari della lettera al Sottosegretario allo Sviluppo economico, con delega alle Poste, Antonello Giacomelli, che ha come oggetto «Forte disagio per le emissioni di francobolli 2015», lamentano «il continuo aggiungersi di emissioni a soggetto religioso», trascurando tutte le restanti tematiche. Questo disagio viene spiegato in questi termini: «Pur non disconoscendo la storia e l’importanza per la società nazionale del credo cattolico, è d’uopo ricordare la laicità che lo Stato deve mantenere, anche in elementi d’alto significato simbolico come sono i francobolli».
È evidente che, come le radici bimillenarie della cultura cristiana sono presenti in ogni città e paese d’Italia grazie alle diverse espressioni dell’arte figurativa, anche sulle cartavalori postali il segno di questa cattolicità è parte integrante dell’essere Nazione e Stato d’Italia. In grande parte, ricorda Danilo Bogoni, «prima di essere stati Papi o Santi, sono stati italiani che hanno contribuito a rendere, ciascuno nei loro campi d’azione, grande l’Italia. Una sottolineatura, questa, più e più volte ribadita nel corso delle quarantennali riunioni della Consula per la filatelia».
In Italia e all’estero sono molteplici sia le associazioni che le riviste specializzate che i siti Internet concernenti la filatelia religiosa e mariana, realtà che comprendono moltissimi collezionisti e cultori di questo settore, che per aggressione iconoclasta qualcuno vorrebbe smantellare, al fine di eliminare un altro tassello della cristianità occidentale.
Il Presidente Angelo Siro del Gruppo di Filatelia Religiosa «Don Filippo Ceresa» di Valdocco a Torino ha scritto e firmato, insieme al Presidente dell’Assoziazione «Terra Santa» e titolare della testata omonima, Anna Pontecorvo Potenza, ai tre Presidenti delle tre associazioni filateliche sopra menzionate e all’Onorevole Giacomelli una lettera (datata 21 luglio 2015), pubblicandone il testo sulla rivista da egli stesso diretta «Filatelia religiosa flash» (Settembre 2015):
«Riteniamo che gli Organi competenti di Poste Italiane e del Governo che è rappresentato negli stessi, debbano tenere in debito conto queste considerazioni, anzi sarà opportuno prevedere l’estensione delle emissioni filateliche anche alle varie realtà religiose presenti nel nostro Paese e ai valori da loro espressi. Chi rappresenta equamente la Filatelia e i Filatelisti Italiani non può non farsi portavoce anche di questi valori, e intendiamo ribadirlo con forza ad evitare che il nostro silenzio possa essere considerato accondiscendenza a prese di posizioni che non sono per nulla condivisibili».
Le Associazioni filateliche religiose e mariane sono molto attive e oltre ai loro periodici, si fanno anche promotrici di mostre che riscuotono sempre ampio interesse, benché i media, laicamente, non se ne occupino.
La memoria e trasmissione viva del Cristianesimo di cui è impregnata ogni zolla del territorio italiano passa anche, oltre i crocifissi nelle aule scolastiche e negli uffici pubblici, anche attraverso i bolli postali ed è proprio per questa ragione che i nemici di Nostro Signore puntano il dito anche sui piccoli dentelli religiosi come hanno fatto i tre Presidenti filatelici menzionati che accusano Poste Italiane di emissioni eccessive a soggetto religioso e lesive della laicità dello Stato e non trovando riscontro si sono addirittura appellati al Movimento Cinque Stelle per un’interrogazione al Ministero dello Sviluppo Economico. Intanto si sono emessi 16 francobolli per l’Expo di Milano: uno riproducente il logo e gli altri 15 riportano delle xilografie tratte, come è scritto sui cartavalori postali, dal volume Della agricoltura di Giovanni Tatti Lucchese, edito da Sansovino nel 1560. Queste immagini, oltre ad essere poco significative, sono addirittura inesatte, poiché non corrispondono affatto all’originale, ma sono liberamente ispirate alle xilografie del saggio cinquecentesco.
Cristina Siccardi
Fonte: Radici Cristiane, dicembre 2015
