Il Presepio della beata Maria Teresa
Il Natale ha sempre significato moltissimo per la beata Maria Teresa di Cascia: un momento atteso e amato con un’intensità spirituale e una tensione emotiva riscontrabile dallo studio della sua vita.
Innamorata del suo Sposo, gioisce immensamente per la nascita del Salvatore e fa di tutto per accoglierlo nel migliore dei modi sia spiritualmente che nelle manifestazioni esterne, facendo in modo che il monastero di Santa Rita sia approntato a festa per l’arrivo di Gesù Bambino.
Per Gesù in fasce ha sempre nutrito un’immensa tenerezza, già da ragazza, nell’approssimarsi del Natale, il suo animo diventava più gioioso. Ora, che è sposa di Cristo, partecipa pienamente a questa venuta. Allora la si vede totalmente assorta, durante la messa di mezzanotte, misticamente protesa a partecipare alla Notte Santa: Betlemme per la Madre non è a centinaia e centinaia di chilometri, è lì nel monastero di Cascia.
Com’era poi felice di preparare, insieme alle consorelle, il presepio… come san Francesco di Assisi, l’inventore del presepio, anche lei, in terra umbra, dispone, con slancio del cuore, i vari personaggi della rappresentazione natalizia: qui il pastorello, là il pifferaio, qui la guardiana di pecore, là il cammelliere… e uno dopo l’altro gli attori della scena vengono a ricordare che il Figlio di Dio si è fatto uomo, si è fatto neonato. Ed ecco la mangiatoia dove Maria e Giuseppe guardano il loro bimbo con adorazione e infinita umiltà insieme alla povera gente.
Canti e cori venivano preparati con cura; la sua voce era splendida e alla grande festa partecipavano attivamente anche le sue apette, le orfanelle che lei aveva raccolto attorno a sé.
Quando si approssimò l’ora della della vita eterna, la beata di Cascia domandò espressamente a Dio il desiderio di non morire nei giorni natalizi per non rovinare il clima di gioia alla sua comunità. E venne esaudita.
È la notte di Natale del 1946. La comunità claustrale si raccoglie in chiesa per la celebrazione della natività del Salvatore e per il tradizionale bacio al Santo Bambino. Racconta una sua consorella, suor Rosato: «Io, rimasta con la Madre Fasce insieme ad una bambina, presi l’immagine del Bambino conservata nel coro interno e lo feci offrire alla Madre dalla piccola. La beata lo contemplò poi disse con voce commossa: “Tutti gli anni sono stata con te vicino al presepio, ora sono con te sulla croce: sono tanto contenta”».
Un segno della grande devozione che la Madre ebbe per tutta la vita nei confronti del Bambino Gesù si ebbe dopo la sua morte. Infatti durante una ricognizione della salma avvenuta nel 1963, venne notata una particolarissima proiezione sulla lastra di piombo della cassa, in diretta linea con il cuore: la figura del Bambino Gesù con la mano destra benedicente e la sinistra che sostiene il mondo (immagine del Bambino Gesù di Praga). Inoltre si vide impressa l’immagine di un presepio vero e proprio.
Pochi istanti prima di spirare la Madre osservò un punto preciso della sua cella claustrale ed esclamò: «Ecco che scende… viene il piccolo Bambino… Scende in mezzo ai fiori… Prendetelo in braccio».
Cristina Siccardi
Fonte: “Dalle api alle rose”
