Il bue e l’asino del presepe sono due immagini ben note alla tradizione natalizia. Due figure umilissime che fanno da corona alla nascita del Salvatore. Papa Benedetto XVI apre il suo libro «Immagini di Speranza. Le feste cristiane in compagnia del Papa» (San Paolo, pp. 150, € 13,00), proprio con questi due interpreti della mitezza e della semplicità: «Il bue e l’asino non sono semplici prodotti della pietà e della fantasia, ma sono diventati ingredienti dell’evento natalizio a motivo della fede della Chiesa nell’unità dell’Antico e del Nuovo Testamento». Si legge, infatti in Isaia 1,3: «Il bue conosce il proprietario e l’asino la greppia del padrone; ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende». A non riconoscere il Figlio di Dio furono in molti. Nella stalla dove c’è Lui abitano il «bue e l’asino» che Lo riconobbero ed essi rappresentano «i pastori, i magi, Maria e Giuseppe».
Altre immagini di speranza che il Papa propone ai lettori in un ideale percorso attraverso l’anno cristiano sono il Natale a Santa Maria Maggiore, la conversione di san Paolo, l’altare della cattedra di San Pietro, le campane di Pasqua, l’Ascensione, la Pentecoste, il Corpus Domini, la Porziuncola… Nel cammino della vita il Papa invita al ristoro: si può riprendere fiato contemplando una dolce «affresco», scoprirne il significato profondo e riprendere il cammino con nuovo vigore.
Ad una nota effigie mariana ci porta invece Riccardo Caniato con il suo libro «“La Madonna si fa la strada”. Civitavecchia, nel tempo di Maria» (Edizioni Ares, pp. 456, € 15). Un libro-inchiesta che racconta, attraverso un’attenta e scrupolosa cronaca, la storia di una Madonnina di gesso proveniente da Medjugorje che ha lacrimato sangue per tredici volte fra il 2 e il 6 febbraio 1995 nella dimora della famiglia Gregori, in località Borgo Pantano, frazione di Civitavecchia. Ma ha lacrimato anche il 15 marzo nella mani di monsignor Girolamo Grillo, vescovo della città. La notizia fa il giro del mondo. Poi, a partire dal 1996, una seconda Madonnina, identica alla precedente, fatta dono ai Gregari dal cardinale Deskur, fraterno amico di Giovanni Paolo II, trasuda un olio profumato, non presente in natura, nei giorni delle feste liturgiche e di fronte a persone in preghiera. L’autore nel suo ampio studio si interroga sulla veridicità del fatto, sottolineando il giudizio positivo diocesano e il favore personale sia di Giovanni Paolo II che di Benedetto XVI.
La terza proposta per un Natale ricco di spunti spirituali è senza dubbio lo splendido volume di Angelo Comastri, vicario generale del Santo Padre per la Città del Vaticano. Attraverso una sequenza di storie di conversioni del XX secolo, «Nel buio brillano le stelle» (San Paolo, pp. 148, € 11,00), veniamo a conoscenza di vite sorprendenti che dagli agi, dal fango, dal dolore più acuto risorgono di fronte alla Luce di Dio. Cinque conversioni clamorose vengono raccontate e che lasciano il lettore sorpreso, dolcemente trascinato in pagine di misericordia: Charles de Foucauld, il visconte che nel deserto ha conosciuto la Verità ed è morto martire per Cristo, Alessandra di Rudinì, l’amate di Gabriele D’Annunzio che si fece carmelitana, Alessandro Serenelli, l’assassino di santa Maria Goretti, Benedetta Bianchi Porro, la giovane che fece della sua sofferenza e della sua croce lo strumento per unirsi a Dio e Paolo Takashi Nagai, chiamato il Gandhi di Nagasaki, che scrisse il best-seller mondiale «Le campane di Nagasaki».
Alla fine di questa preziosa lettura, insieme a Benedetta Bianchi Porro, possiamo anche noi ripetere: «La pace viene quando non si miete più per il nostro granaio, ma per quello di Dio» e poi: «Nelle mani di Dio anche le cose più insignificanti possono diventare nostra cometa»
Cristina Siccardi
