Beatificata Maria Cristina di Savoia

Maria Cristina di Savoia, la mattina di sabato 25 gennaio 2014, è stata beatificata nella Basilica di Santa Chiara di Napoli, dove si trova il suo sepolcro, andando così ad accrescere l’elenco dei Beati della sua dinastia (quella con il maggior numero non solo di Beati, ma anche di Venerabili, Servi di Dio o morti in concetto di santità), sei per l’esattezza: Umberto III (1136-1188), nono Conte di Savoia; Bonifacio (1207-1270), monaco certosino, poi Arcivescovo di Canterbury; Margherita di Savoia (1390-1464), Marchesa del Monferrato e monaca domenicana; Amedeo IX (1435-1472), terzo Duca di Savoia; Ludovica (1462-1503), Principessa di Châlon e monaca clarissa, e oggi Maria Cristina (1812-1836), Principessa del Regno di Sardegna per nascita e Regina delle Due Sicilie per matrimonio.

In un’epoca in cui le teste coronate non fanno onore a molti loro avi profondamente cattolici, sale all’onore degli altari una Regina che è vero modello per le donne: visse di Fede, di Speranza e di Carità dove Dio la chiamò, e morì, quando non aveva ancora compiuto 24 anni, nel dare alla luce il figlio, Francesco II. Sposa e madre meravigliosa, Maria Cristina è «Regina della vita» perché fu gioiosa presenza per tutti coloro che divisero con lei i giorni; perché assicurò lavoro ed esistenza serena a moltissime persone; perché volle, con tutte le sue forze, che suo figlio nascesse: morì per dare la vita. La parola «aborto» le avrebbe evocato una realtà diabolica: l’assassinio di una creatura non solo umana, ma voluta da Dio.

Ella desiderava farsi monaca di clausura, ma il suo Direttore spirituale, l’olivetano Giovan Battista Terzi, le fece comprendere che il Signore la chiamava ad altri impegni, così seguì la volontà di Dio. Bellezza, cultura, una solida formazione cattolica la resero straordinaria non solo agli occhi dello sposo, Re Ferdinando II di Borbone, ma a tutta la popolazione del Regno della due Sicilie, fra la quale crebbe la sua fama di santità. «Anche una regina può vivere con eroismo le virtù cristiane se si lascia trasformare dalla grazia divina», ha dichiarato il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, presiedendo in rappresentanza di Papa Francesco il rito di beatificazione; mentre la Santa Messa è stata celebrata dal Cardinale Arcivescovo Crescenzio Sepe. L’intercessione di Maria Cristina presso il sovrano ottenne a molti condannati la commutazione della pena di morte. Incentivò l’arte del corallo a Torre del Greco e diede impulso alla riattivazione delle seterie di San Leucio di Caserta per il bene di ogni famiglia del luogo, che ricevette una casa, una chiesa, un lavoro, una scuola.

Allo straordinario evento erano presenti molti rappresentanti delle Case sia di Borbone e che di Savoia, ad indicare che soltanto sotto la Corona di Cristo, adorata da Maria Cristina, rivalità antiche e nuove possono essere superate e sublimate.

Così ricorda il Postulatore della sua Causa, Padre Giovangiuseppe Ofm, gli ultimi momenti dell’esistenza di colei che ha scritto una splendida pagina di santità nella storia d’Italia: «Con Ferdinando parlò più a lungo raccomandandogli il bambino appena nato: “Ferdinando io soltanto volevo vederti per raccomandarti questo bambino. E quando esso sarà grande, allora gli dirai che io muoio per lui”». Al mattino del suo dies natalis, il 31 gennaio (giorno della sua festa liturgica) 1836, volle vedere per l’ultima volta il figlio, in silenzio lo baciò e lo benedisse, poi, restituendolo a chi l’aveva portato, affermò: «Ora debbo pensare solo a Dio». La sua ultima invocazione fu: «Credo Domine, Credo Domine».

Cristina Siccardi

Fonte: Radici Cristiane, aprile 2014

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