
Viviamo ormai un’assurda vita moderna, ritmata come fossimo automi accelerati, piena zeppa di complicazioni, competizioni, instabilità e pressioni affettive, digitali, lavorative, statali… tali da generare quello che oggi chiamano «mismatch evolutivo» (disallineamento evolutivo, teoria del disadattamento o trappola evolutiva), fenomeno che si verifica quando l’ambiente e la società di una specie cambiano più velocemente della propria biologia, impedendole di adattarsi al mondo moderno. Ma alcuni “dotti scienziati” americani ci raccontano che è solo una questione di tempo: prima o poi ci abitueremo a questi ritmi inumani.
Mondo moderno, parola “magica” che da una parte desta entusiasmo e meraviglia e dall’altra procura sgomento.
La modernità mise in allarme molti pensatori del XX e del XXI secolo, anche nella Chiesa, si pensi, per esempio, al cardinale John Henry Newman e a papa Paolo VI, ma il primo mise in allarme circa il dilagante liberalismo, considerato «trappola mortale» dell’Occidente; mentre il secondo cedette alle sue lusinghe per poi osservare i suoi nefasti effetti e avere la tremante sensazione che «da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio. C’è il dubbio, l’incertezza, la problematica, l’inquietudine, l’insoddisfazione, il confronto. Non ci si fida più della Chiesa; ci si fida del primo profeta profano che viene a parlarci da qualche giornale o da qualche moto sociale per rincorrerlo e chiedere a lui se ha la formula della vera vita. E non avvertiamo di esserne invece già noi padroni e maestri. È entrato il dubbio nelle nostre coscienze, ed è entrato per finestre che invece dovevano essere aperte alla luce. Dalla scienza, che è fatta per darci delle verità che non distaccano da Dio ma ce lo fanno cercare ancora di più e celebrare con maggiore intensità, è venuta invece la critica, è venuto il dubbio. Gli scienziati sono coloro che più pensosamente e più dolorosamente curvano la fronte. E finiscono per insegnare: “Non so, non sappiamo, non possiamo sapere”. La scuola diventa palestra di confusione e di contraddizioni talvolta assurde. Si celebra il progresso per poterlo poi demolire con le rivoluzioni più strane e più radicali, per negare tutto ciò che si è conquistato, per ritornare primitivi dopo aver tanto esaltato i progressi del mondo moderno» (Omelia, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, 29 giugno 1972).
Tutto il sistema culturale, sociale, sovente anche ecclesiastico, va contro la natura umana: non c’è più tempo di pensare, c’è troppo da fare, da sbrigare, eppure mai come oggi tutto è messo sotto commento e giudizio, spesso vacuo e fuori luogo, senza costrutto, perdendo tempo nel chiacchierare a sproposito, navigando nell’ignoranza seppure si sia continuamente “informati” e “aggiornati”, tanto da non riuscire neppure più a prendere sonno. La situazione è divenuta schizofrenica.
Al posto di Dio, ci sono gli idoli del neopaganesimo: i cantanti riempiono le ore della gente sui dispositivi digitali, alla radio, alla Tv e nelle piazze; per questa moltitudine di divi (macchine da denaro) si organizzano eventi su eventi, diurni e serali, in numero sempre più elevato.
Anche il lavoro è diventato un idolo: ambizione e frenetica competizione. Il consumismo è un idolo; pure i viaggi sono diventati un idolo con un turismo di massa da capogiro. Il mondo moderno fa venire le vertigini: overdose di notizie, di serie televisive, di trasmissioni di intrattenimento, di salotti giornalistici-politici, di gossip, di pubblicità fuori controllo e ovunque uno si trovi, e appuntamenti senza fine con la cronaca nera e i processi in Tv, fino alla nausea. Siamo sommersi dalla bulimia di ideologie e lavaggi del cervello… e sotto tutta questa massa di idee, opinioni, facce e mode la persona sparisce.
Lo scrittore Mark Twain affermava che «è più facile ingannare la gente, piuttosto che convincerla che è stata ingannata», infatti, ammettere di essere stati raggirati richiede una dose di umiltà e di autocritica che la maggior parte delle persone preferisce evitare, ciò accade nella società civile, ma purtroppo anche nella Chiesa.
Leone XIII è il primo pontefice che affrontò l’«apostasia di massa», sostenuta dal processo di industrializzazione con l’avvento della classe operaia anticristiana socialista o anarchica. L’apostasia di massa, anche per mancanza di pastori coraggiosi e di livello, ha avuto la meglio. Le chiese si svuotano sempre più come i seminari, mentre le piazze dei “concerti a catena continua” si riempiono di migliaia e migliaia di persone, giovani e meno giovani. I rapper sono diventati i maestri di figli e nipoti.
La famiglia, intanto, è andata distruggendosi un po’ per volta, anche in Italia, “grazie” al pensiero progressista, al femminismo e al cattolicesimo liberale. Per la maggior parte della gente la casa non è più il nido, la tana, il rifugio dal mondo esterno, ma un ostello per grandi e piccini, destinati, questi ultimi, per lo più al nido dello Stato.
Da tutto ciò è venuto fuori un labirinto di problematiche, che vanno dallo stress psicologico, che colpisce tutte le fasce di età, alle dipendenze per gli smartphone e i social, per gli psicofarmaci, droghe, alcool, sesso. Il consumo e l’abuso di alcol fra i giovani e gli adolescenti è un fenomeno decisamente preoccupante. Il coma etilico è un’emergenza medica gravissima che colpisce sempre più spesso bambini e adolescenti dai 6 ai 14 anni, spesso a causa del fenomeno del binge drinking (abbuffata alcolica o bere per ubriarcarsi). Nei minori, il fegato e il cervello non sono ancora in grado di metabolizzare l’alcol come negli adulti, aumentando esponenzialmente il rischio di danni cerebrali permanenti o arresto respiratorio.
Italia e in Europa si registra un allarmante aumento delle malattie sessualmente trasmesse. L’ultimo rapporto dell’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) evidenzia livelli record, con la sifilide che in alcuni contesti registra crescite del +400% e la gonorrea aumentata del 300% nell’ultimo decennio. Questo trend in crescita è confermato anche dai dati nazionali dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e del Ministero della Salute, che segnalano come la clamidia sia quadruplicata. Qual è il consiglio che lancia il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie? L’uso costante dei preservativi sia per gli eterosessuali che per gli omosessuali.
Secondo la Società Italiana di Psichiatria, negli ultimi cinque anni, la pressione sui servizi di salute mentale è aumentata in maniera significativa, con un incremento degli accessi ai centri specialistici, ai servizi di neuropsichiatria infantile e adolescenziale e ai pronto soccorso per motivi psichiatrici. In particolare, nel periodo successivo alla pandemia si è registrata una crescita tra il 30% e oltre il 50% delle richieste di aiuto legate a disturbi d’ansia, depressione e comportamenti autolesivi.
La Chiesa può fare molto per soccorrere tutte queste emergenze in atto, a partire dalle scuole cattoliche per formare persone e non automi in balia di un sistema che sta producendo continuo malessere psicologico ed enorme violenza, come ci raccontano le sole cronache italiane quotidianamente.
Dio ci ha creato non per autodistruggerci, non per essere schiavi di idoli e vizi, ma per la salvezza eterna; non ci ha creato per diventare delle veloci macchine di produzione e nemmeno per gli “sballi” in discoteca o altrove, rinunciando al rispetto dovuto per se stessi. La Chiesa, Maestra di vita e di spiritualità (non di sociologia o psicologia), ha un patrimonio immenso di insegnamenti da elargire con la sua vera dottrina e la sua vera morale, attingendo al Vangelo, ai Padri della Chiesa, al suo magistero bimillenario e alla testimonianza viva e straordinaria dei suoi Santi.
La pace autentica, quella personale che viene da Cristo e in Cristo, unico portatore dell’autentica libertà e di benessere per sé e il prossimo, si ottiene soltanto attraverso la vera Fede.
