Scriptorium
Recensioni – rubrica quindicinale di Cristina Siccardi
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Arte e parola sono state le protagoniste della tre giorni di Torino che si è svolta dal 15 al 17 gennaio scorso, prima tappa della Mostra Convegno itinerante Vicario di Cristo. Tra fede e storia, evento che ha riscosso uno straordinario successo, tanto da indurre la Camera dei Deputati, la Regione Piemonte, la Provincia di Cuneo ed il Comune di Torino a concedere il loro Patrocinio. In esposizione le opere del pittore Giovanni Gasparro. Un Convegno con interventi di Roberto de Mattei, Cristina Siccardi, Carlo Manetti, Paolo Deotto, Roberta Mania, Franca Giusti, Franco Lucia. Moderatori: Ezio Ercole e Andrea Peracchio. Molto grande è stata la partecipazione di pubblico e sono giunte da più parti richieste per poter ospitare la Mostra Convegno in diverse città italiane ed europee.
La Locandina della Mostra Convegno (clicca sull’immagine per ingrandirla)
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Arte e parola sono state le protagoniste della tre giorni di Torino che si è svolta dal 15 al 17 gennaio scorso, prima tappa della Mostra Convegno itinerante Vicario di Cristo. Tra fede e storia, evento che ha riscosso uno straordinario successo, tanto da indurre la Camera dei Deputati, la Regione Piemonte, la Provincia di Cuneo ed il Comune di Torino a concedere il loro Patrocinio. Molto grande è stata la partecipazione di pubblico e sono giunte da più parti richieste per poter ospitare la Mostra Convegno in diverse città italiane ed europee.
Come primo luogo è stata scelta la Reale Basilica di Superga: sede prestigiosa sia per la memoria storica (il luogo di culto venne edificato per adempiere il voto fatto da Vittorio Amedeo II e dal Principe Eugenio di Savoia in ringraziamento alla Madonna per la liberazione nel 1706 dall’assedio di Torino per mano dei francesi), sia per la Sala dei Papi ivi presente. Infatti, dal chiostro del convento dei Servi di Maria, si accede alla Sala dove è conservata l’unica raccolta al mondo di ritratti su tela di tutti i Pontefici della storia, da San Pietro in poi, esposti in ordine cronologico lungo tutte le pareti e sono compresi anche gli antipapi, fra cui Felice V, al secolo Amedeo VIII di Savoia, che morì in perfetta unione con la Chiesa e in odore di santità.
Qui sono state esposte cinque opere del pittore di fama internazionale Giovanni Gasparro, opere che riproducono i ritratti di San Pio V (1504-1572), di Pio VII (1742-1823), del Beato Pio IX (1792-1878), di San Pio X (1835-1914) e di Pio XII (1876- 1958): anche oggi esiste un’arte sacra contemporanea degna di questo nome, intrisa di Fede, di bellezza e di Tradizione. Tele parlanti, si potrebbe dire, poiché non si tratta di ritratti sic et simpliciter, bensì di pitture che ripropongono i Sommi Pontefici arricchiti di significati simbolici, di elementi che riconducono alla storia, al fulcro della loro missione pontificale, agli insegnamenti del loro magistero, alle sofferenze e alle battaglie affrontate durante i loro pontificati per difendere la Verità e la Chiesa. Tele parlanti al servizio della Fede apostolica, quella oggi attaccata, minata e vituperata in mille modi, anche dalle più alte gerarchie della Chiesa, che generano scandalo, confusione, moltiplicarsi di errori e tradimenti verso Cristo e il Vangelo, verso i Santi e i Martiri, passati e contemporanei.
La ratio della Mostra Convegno risiede nel proporre al grande pubblico il binomio fra l’espressione della Verità tramite l’Arte (con la A maiuscola) e quella tramite la parola, offrendo così conoscenze e spunti di riflessione.
Una delle colonne portanti della Mostra Convegno è stata la dimostrazione e la spiegazione di come fra le tempeste della storia il ruolo di alcuni Papi sia stato decisivo per chiarire le eresie del loro tempo e, contemporaneamente, gettare luce sugli sviluppi e le conseguenze che quegli errori, se non sufficientemente repressi, avrebbero avuto, come, ad esempio, fece San Pio X nei confronti del Modernismo, di cui oggi vediamo i tristi frutti, conseguenza dell’insufficiente ascolto dei moniti del Papa Santo.
La Mostra Convegno è stata inaugurata la sera di venerdì 15 con gli interventi del Professor Roberto de Mattei e mio, rispettivamente a riguardo de Il ruolo dei Papi nei momenti decisivi della Storia e di Leone XIII e San Pio X: due modi di affrontare il pensiero moderno. L’incontro è stato moderato dal Dottor Ezio Ercole.
La mattina successiva l’Avvocato Roberta Mania ha trattato il tema Gregorio XVI e Re Carlo Alberto: la Monarchia cattolica; mentre la Dottoressa Franca Giusti Il voto e la spiritualità del Papa nella sua azione pubblica e – in sostituzione del Professor Claudio Cardellini, trattenuto da improrogabili impegni scientifici – il Cavaliere Ufficiale Franco Lucia, Felice V: la santità di un antipapa.
Nel pomeriggio ha preso la parola Paolo Deotto, Direttore di Riscossa Cristiana, che ha affrontato il tema Pio XII: la luce della Fede nelle tenebre della guerra. A chiudere la giornata il Dottor Carlo Manetti con I Papi e l’Islam. Ha moderato il Dottor Andrea Peracchio.
Dopo tanti anni di assenza ed ostracismo, nella Basilica di Superga, domenica 17 gennaio, è stata celebrata da Don Marco Cuneo una Santa Messa in Vetus Ordo.
La Mostra Convegno è terminata domenica sera nella Sala del Comune di via Bellezia a Torino con un mio intervento su San Pio V: il Papa subalpino e quello di Carlo Manetti su Ecumenismo e rilevanza internazionale del Papato.
Il Maestro Gasparro è stato presente per tutti e tre i giorni, rispondendo, sia pubblicamente che in forma colloquiale e privata alle numerosissime domande dei partecipanti, fra i quali non sono mancati esperti d’arte e galleristi. Le opere del pittore di Adelfia sono state esposte anche nella Sala dei Papi, che ha fatto loro da degna cornice, facendo risaltare una comunanza di Fede, che ha, impressionantemente, comportato pure una complementarietà stilistica. È stato quasi incredibile vedere come le opere del Maestro Gasparro fossero in perfetta sintonia artistica con tutti i ritratti dei Sommi Pontefici, ad eccezione degli ultimi quattro e come questi si staccassero in maniera dissonante dall’armonia della Sala, quasi ad immettere le opere dell’artista pugliese nell’ininterrotto solco della tradizione pittorica cattolica, solco dal quale gli autori dei ritratti degli ultimi quatto Papi hanno scelto di staccarsi. Questo solco è l’alveo di un fiume che, con il suo scorrere, si arricchisce di sempre nuovi e più complessi colori, come ben dimostrato da Giovanni Gasparro, in cui si riverbera tutta la pittura cattolica, con una particolare forza quella seicentesca, in specie spagnola, senza disdegnare la lezione dei grandi maestri fiamminghi ed il simbolismo novecentesco, in una sintesi assolutamente personale, tale da rendere le sue opere facilmente riconoscibili.
Il Maestro Gasparro riprende la tradizionale concezione strumentale dell’arte sacra. Prima della rivoluzione dell’arte contemporanea, magistralmente espressa dalla dottrina pittorica di Pablo Picasso (1881-1973), l’artista era al servizio dell’arte ed il suo genio era tanto più apprezzato, quanto più egli era in grado di rappresentare la Bellezza, vale a dire il vero metafisico. Nell’artista sacro, poi, a questa finalità si sovrapponeva, fino a totalmente riassorbirla, quella di rappresentare la Fede; questo scopo ovviamente richiedeva un forte rigore dottrinale e spirituale nell’atto della rappresentazione. Con la suddetta rivoluzione, invece, l’arte viene declassata a mero strumento tecnico della rappresentazione dei sentimenti, delle emozioni e degli istinti dell’autoproclamato artista; su questa china, poi, anche ogni riferimento alla tecnica ed alla capacità di esecuzione viene, progressivamente e rapidamente, eliminato, in nome di un vago concetto di spontaneità. Anche gli artisti sacri, ammesso e non concesso che si possa ancora parlare di artisti e, soprattutto, di artisti sacri, tendono a seguire questa china con i risultati, a volte veramente disgustosi, che ci è dato di vedere nelle chiese costruite nell’ultimo cinquantennio.
Giovanni Gasparro è un artista nel senso tradizionale, un servo dell’arte, un devoto della bellezza, un cattolico che prega con il pennello. Ecco che la sua arte sacra porta colui che la guarda ad essere rapito dal soggetto rappresentato, vale a dire dal contenuto di Fede e di storia sacra che l’opera rappresenta. La straordinaria capacità tecnica e la raffinatezza del gusto artistico dell’autore rimangono sullo sfondo; si potrebbe dire che il suo genio pittorico è così intimamente vissuto da indurlo a porre il focus della sua opera su quel punto specifico della Fede, dottrinale o vissuta che sia, oggetto dell’opera stessa, sviando l’attenzione del fruitore dall’abilità dell’artista, per concentrarlo tutto sull’oggetto dell’opera: in Gasparro, l’abilità dell’artista appare religiosamente dedita al contenuto rappresentato.
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GALLERIA DI IMMAGINI
(Foto Alberto Peracchio)
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una suggestiva immagine della Reale Basilica di Superga
le opere del pittore Giovanni Gasparro, esposte nella Sala dei Papi
Cristina Siccardi e Roberto de Mattei al tavolo dei relatori
gli organizzatori della Mostra Convegno: Cristina Siccardi (seconda da sinistra) e Carlo Manetti (secondo da destra). Sulla sinistra di Cristina Siccardi, il pittore Giovanni Gasparro
Andrea Peracchio e Paolo Deotto al tavolo dei relatori
in visita alla Sala dei Papi. In primo piano a destra, Giovanni Gasparro








