Il 12 ottobre 1997 Madre Teresa Fasce veniva beatificata in piazza San Pietro da Giovanni Paolo II. Fu festa grande. E non solo per Cascia, che l’aveva avuta sua cittadina e Badessa per tanti anni del secolare monastero agostiniano, ma anche per tutti gli Agostiniani e le Agostiniane, la Liguria, dove era nata, i devoti di santa Rita sparsi nel mondo e tutti i fedeli radunati quel giorno in piazza.
Nonostante la sua beatificazione sono ancora in molti, in troppi, a non conoscere sufficientemente la figura di questa grande monaca, vissuta nel nostro tempo e fortemente legata ai nostri giorni. Non è facile far conoscere i beati ed i santi. Alcuni di loro hanno fama di santità universalmente riconosciuta, altri non oltrepassano i confini del proprio territorio.
Madre Teresa Fasce è una beata localmente nota, ma in Italia e fuori sono pochissimi a sapere chi sia realmente.
Decisa a farsi religiosa e religiosa agostiniana, Teresa Fasce partì da Genova alla volta di Cascia, perché lì e soltanto lì voleva ritirarsi a vita contemplativa. Pronta a superare ogni ostacolo pur di realizzare il suo sogno. Giunta a Cascia si pose altri obiettivi, programmò un altro piano strategico: risanare un monastero crollato strutturalmente, ma soprattutto moralmente. Fortificò e consolidò non solo le mura, ma anche le suore, anno dopo anno, con grande umiltà e coraggio.
La bonifica ebbe i risultati sorprendenti, tanto da fare di Cascia una cittadina umbra dalla popolarità paragonabile a quella di Assisi e santa Rita iniziò la sua peregrinazione oltre frontiera.
Regine e principesse andavano a trovare la Madre di Cascia, che riceveva periodicamente corrispondenza dalle corti reali d’Europa e dalle maggiori autorità governative. La Badessa Fasce traeva dalla sua amabilità e dalla sua saggezza la stima e l’ammirazione da parte dei personaggi più illustri dell’epoca (la regina Elena di Savoia o la regina Giovanna di Bulgaria sono soltanto un semplice esempio).
Oggi vorremmo vedere la Beata Madre santificata. Un altro miracolo compiuto per sua intercessione, riconosciuto dalla Chiesa, la condurrebbe alla canonizzazione definitiva.
Per santa Rita sono trascorsi secoli prima della santificazione, avvenuta cento anni fa (1900). Ci auguriamo che l’attesa per la Madre non sia troppo lunga. È perciò necessario divulgare la sua conoscenza, diffondere la sua presenza dispensatrice di grazie e favori. Non dobbiamo farla entrare nell’oblio come è successo per molti altri beati, che restano e resteranno in “lista d’attesa”. Il compito, dunque, è di tutti coloro che, dopo aver conosciuto la sua vita e la sua opera, restano affascinati dalle sue sorprendenti azioni, dalle sue grandezze, guidate e gestite sempre dalla preghiera più profonda e più intensa.
Cristina Siccardi
Fonte: “Dalle api alle rose”
