Alla fonte di Maria

Prima di essere incoronata Regina del cielo, la Madonna ha sperimentato la polvere della nostra povera terra. Nel mese di maggio noi la onoriamo e la coroniamo di rose, ma il suo cammino non fu certo compiuto su petali di fiori: le spade trafissero il suo cuore. Maria ci invita a non smarrire il senso della maternità, la sua immensità e la sua preziosità. Smarrire  tale senso è andare incontro alla distruzione dell’umanità.

La Madonna era donna dalle dimensioni  immense e profonde.

San Luca nel suo Vangelo afferma che Maria sapeva tacere, riflettere, meditare (Lc. 2,50) e pregare (Lc 1,46-55).  Maria, con il suo canto, il «Magnificat», è diventata cetra di Dio.

Il nome Maria è uno dei più diffusi al mondo. Nella sola Italia sono circa tre milioni le donne che lo portano. Uno studioso tedesco in una sua ricerca considerò ben sessanta spiegazioni diverse di questo nome.

Ma tre sono le ipotesi più accreditate: la prima fa derivare Maria dall’egiziano Mara e cioè sazia, bella. La seconda ipotesi si ricollega ancora ad una parola egiziana, Mari che significa amata.

La terza, probabilmente la più corretta, sostiene che Maria derivi da Mrym, parola della lingua degli indigeni palestinesi prima dell’arrivo degli ebrei e questo termine significherebbe elevata, eccelsa.

Dunque, riassumendo, bella, amata, elevata. E sempre si elevò e salì. Si mise in viaggio verso la montagna per andare a trovare Elisabetta, in attesa di Giovanni Batista. Salì in Giudea per farsi registrare nel censimento. Salì a Gerusalemme con Gesù dodicenne e con san Giuseppe per la festa di Pasqua. Salì al Calvario. Salì al piano superiore con gli Apostoli in attesa della Pentecoste e, poi, salì al Cielo, assunta lassù, accanto al Figlio e al Padre.

Madre perfetta, Maria ci invita a non smarrire il senso della maternità, la sua immensità e la sua preziosità. Smarrire  tale senso è andare incontro alla distruzione dell’umanità. Lei è la risposta giusta alle tante lacune e carenze delle famiglie, anche quelle che si dicono cristiane. Lei sola è in grado di rinnovare la stanca immagine delle famiglie: è la Madre che può fare nuove le mamme e dunque la società perciò non si stanca di incitarci e spronarci, amandoci come suoi figli. Se in ogni madre ci fosse un frammento di Maria tutto sarebbe più semplice: la donna vestirebbe i suoi abiti naturali, non truccati e falsificati, a volte carichi di proteste, invettive e rivendicazioni e ci laveremmo tutti, finalmente, alla sua fonte, semplice e preziosa come quella alla quale ogni giorno lei si recava, dando la mano al piccolo Gesù.

Cristina Siccardi

Fonte: “Dalle api alle rose”

 

Lascia un commento

Torna in alto