Icone di Maria

Quattro sono le icone di Maria ricordate nel mese di settembre: l’8 è natività della Vergine, il 12 il Santissimo nome di Maria, il 15 la beata Maria Vergine Addolorata, il 24 Santa Maria della Mercede e cioè della ricompensa, dell’aiuto, della grazia, del riscatto dalla schiavitù. Quattro date importanti che ci riconducono alla grandezza della Madonna.

La Storia della Salvezza ebbe inizio con la nascita della Madonna: nulla si sarebbe compiuto se sulla terra non fosse giunta questa creatura specialissima, la creatura che divenne sposa di Dio, Madre di Dio e sarà la nemica numero uno del peccato e del maligno.

Il suo Santissimo nome non primeggiò per 33 anni: nascosta nel lavoro e nella preghiera, nell’amore e nel sacrificio, di Lei si iniziò a parlare fin da subito. Basta leggere i Vangeli per accorgersene: è protagonista fin dal principio. Già nell’Antico Testamento Maria è presente ed è vista come l’Unica che riuscirà a sconfiggere Lucifero.

La Madonna ha vissuto esperienze estreme, ha provato la felicità massima di essere Madre del Figlio di Dio, ma anche il dolore più acuto di spade che trafissero il suo cuore quando perse in maniera feroce quel Figlio amatissimo.

Il suo ruolo è unico e fondamentale, non solo ha permesso la nascita del Redentore, ma sarà colei che ci libererà dal maligno e dalle sue persecuzioni. Fu Dio a sentenziarlo: «Io porrò inimicizia tra te e la donna, la tua stirpe e la sua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insedierai il calcagno» (Gn. 3,15).

Scriveva san Luigi Maria Grignion da Montfort, grande teologo mariano, queste illuminanti spiegazioni: “Dio non ha mai fatto o formato che una sola inimicizia, ma irriconoscibile, che durerà, anzi aumenterà fino alla fine: quella fra Maria, sua degna Madre, e il diavolo; tra i figli e i servi della Santa Vergine, e i figli e i seguaci di Lucifero; così che la più terribile nemica del diavolo, creata da Dio, è Maria, la sua santa Madre. Egli le donò fin dal Paradiso terreste, quantunque ella non fosse ancora che nella sua idea, tanto odio contro questo maledetto nemico di Dio, tanta abilità per scoprire la malizia di questo antico serpente, tanta forza per vincere, atterrare, umiliare quest’empio orgoglioso, che egli la teme non solamente più degli angeli e degli uomini, ma, in un certo senso, più di Dio stesso. Non già che l’ira e l’odio e la potenza di Dio non siano infinitamente più grandi di quelli della santissima Vergine, poiché le perfezioni di Maria sono limitate; ma prima di tutto perché Satana essendo orgoglioso soffre infinitamente di più d’essere vinto e punito da una piccola e umile serva di Dio: l’umiltà di lei lo umilia più che la potenza di Dio”.

Cristina Siccardi

Fonte: “Dalle api alle rose”

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