L’amore tramandato

La Fede cattolica è ancorata alla tradizione, da Gesù fino alla fine dei tempi. Ciò che viene trasmesso, come sostiene san Paolo, è perché è stato ricevuto (1Cor 15,3).

Ciò accade anche per la devozione dei santi; spesso in una famiglia la devozione si tramanda, è quello che è avvenuto a Mariassunta Nebiolo Siccardi, entrata nella vita eterna il 31 agosto 2011. Poeta stimata, che tante volte è stata ospitata, con le sue spirituali liriche, sulla rivista Dalle Api alle Rose, ha respirato e fatta sua la devozione per Santa Rita da Cascia e, di conseguenza, per la Beata Teresa Fasce, nutrendo un amore speciale per il loro monastero che le vide protagoniste di una stupefacente santità. Tale amore ritiano e teresiano ebbe inizio quando la sua mamma, Giuseppina Macario Nebiolo, andò, negli anni Cinquanta, in pellegrinaggio a Cascia… e rimase folgorata. Si abbonò al bollettino del monastero e infuse nella figlia un fervido attaccamento a Santa Rita, così forte da passare anche alla generazione successiva: dalla nonna alla mamma, dalla mamma alle figlie Laura e Cristina. Mariassunta ebbe il privilegio di sentire il profumo di santa Rita, dove la fragranza di rose è mista ad essenze celesti. Era il 1982 e lo percepì per diversi giorni.

Lei, che della Croce fece sua virtù tutta la vita e del Santo Rosario fece sua bandiera, riuscì a comprendere e a partecipare delle sofferenze fisiche e morali sia di santa Rita che di Madre Fasce.

Non riuscì mai ad andare a Cascia, ma il suo desiderio era immenso: con gli occhi della Fede assaporava quegli spazi, dove due monache di clausura erano riuscite a compiere il più alto traguardo: unirsi a Cristo sulla Croce ed essere compenetrate dall’Amore Infinito.

Scrisse una poesia per la sua mamma, mancata in giovane età: «Mamma, richiamo magico/apparizione poi, soffio nel nulla./Mi desti la vita/mi guidasti, mi consolasti/infine svanisti/…/Un giorno ti raggiungerò/unite per sempre/in un mondo senza pene/senza lacrime/con tanta gioia,/tanto amore/ per il Tuo Dio/il Nostro Dio» (Armonie silenti, Book Editore, Bologna-Ferrara-Milano 1990, p. 58). Libera da paure ed angosce, Mariassunta può ora contemplare «il Volto», il Volto vivo della Sindone, che ogni giorno salutava ed adorava.

Cristina Siccardi

Fonte: Rivista “Dalle Api alle Rose”

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